(2016) il Rifiuto della Terra

Cambiamenti climatici e ambiente devastato come causa delle migrazioni: questi i temi del progetto biennale “Il rifiuto della terra”, promosso dall’associazione Il Gioco degli Specchi in collaborazione con ISF Trento, Amnesty International, Associazione 46° parallelo, ATAS, In Medias Res e YAKU.

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il gruppo di studio e ricerca

la locandina

Un gruppo di studio sulle connessioni tra ambiente e migrazioni, ecco la proposta di Ingegneria Senza Frontiere Trento nell’ambito del progetto biennale “Il Rifiuto della Terra”, promosso da Il Gioco degli Specchi in collaborazione con Amnesty International Trento, Associazione 46° parallelo, YAKU, ATAS e In Medias Res.

il tema

È possibile identificare almeno due modalità attraverso le quali l’azione umana può influire sull’ambiente [NEPA, 1970]. L’impatto può essere considerato diretto quando si manifesta fisicamente sul territorio in cui l’azione ha luogo: si pensi, ad esempio, alla costruzione di una diga, che altera la disponibilità di risorsa idrica e modifica profondamente la morfologia dell’area interessata. Il cambiamento climatico è invece l’esempio più eclatante di impatto indiretto, perché è legato ad attività umane che provocano emissioni climalteranti, e le sue conseguenze possono essere puntuali (eventi meteorologici violenti come gli tsunami) o diffuse (desertificazione) .
Che si tratti di depauperamento delle risorse legato alla presenza di un’industria o di una grande opera o di un processo di desertificazione innescato dall’innalzamento delle temperature, l’impatto sull’ambiente influisce poi sulle possibilità di accesso alle risorse ecosistemiche da parte delle popolazioni che abitano un determinato territorio [IPCC, 2014].
Esiste una asimmetria tra coloro che godono dei benefici economici legati allo sfruttamento del territorio e coloro che invece ne soffrono. Le popolazioni dei paesi impoveriti (comunemente definiti come “in via di sviluppo”) sono particolarmente vulnerabili a questi mutamenti [IPCC, 2014], che possono determinare quel fenomeno che viene definito come migrazione forzata: «un termine generico riferito al movimento di rifugiati e di sfollati (coloro che si spostano a causa di conflitti) così come sfollati a causa di disastri naturali o ambientali, chimici o nucleari, carestie o progetti di sviluppo» [International Association for the Study of Forced Migration].

la proposta

L’obiettivo di ISF Trento è creare un gruppo di studio che si occupi di indagare le connessioni tra le attività umane e i loro impatti e le migrazioni, con la consapevolezza che alcune volte il confine tra un migrante economico e un migrante cosiddetto “ambientale” può essere molto labile.
L’argomento è estremamente vasto e complesso, per cui è necessario restringere il campo d’indagine: l’idea è lavorare sui meccanismi per cui l’accesso alle risorse ecosistemiche da parte delle popolazioni locali viene impedito o reso difficoltoso da una distruzione o depauperamento delle stesse, evidenziando le cause per cui questo avviene e partendo eventualmente da fenomeni migratori noti.
Gli aspetti politici e giuridici, i conflitti e il fenomeno di accaparramento, non verranno approfonditi ma potranno essere comunque oggetto di approfondimenti nati dalla collaborazione con i partner del progetto “Il Rifiuto della Terra”.

i risultati

Tra i risultati possibili di questo gruppo di ricerca immaginiamo:
una panoramica degli studi esistenti presenti in letteratura
l’analisi di uno o più casi studio
Questi risultati potranno essere presentati a novembre 2016, ospitati dalla settimana de “Il Gioco degli Specchi”, all’interno di uno o più eventi ideati e plasmati secondo le esigenze e la creatività dei componenti del gruppo di studio.

a chi è rivolto?

Immaginiamo un gruppo formato da studenti, dottorandi, professori e professionisti che si occupino nella loro attività di ecologia, climatologia, pianificazione territoriale, studio di impatti ambientali, storia delle migrazioni, cooperazione, motivati da una viva curiosità per il presente e per le dinamiche che sconvolgono la nostra attualità. Non solo ingegneri, non solo scienziati, ma persone interessate ad affrontare la tematica con il rigore che merita.
La partecipazione sarà a titolo volontario, e il lavoro avverrà in un clima informale di scambio e condivisione, organizzato in piena orizzontalità e coordinato da due referenti dell’associazione, Francesca Villa e Thomas Tonola. Saranno utilizzati strumenti per il lavoro virtuale, in modo da consentire la partecipazione di tutte e tutti, ma sarà data importanza anche ai momenti di incontro.

modalità

Per partecipare al gruppo di lavoro contattare:

Le adesioni saranno raccolte fino al 10 giugno 2016, ma la possibilità di partecipare rimarrà comunque aperta.

Il primo incontro avverrà a metà giugno presso la sede di ISF Trento (3° piano del DICAM, via Mesiano 77, Trento), e sarà occasione per presentare il percorso, raccogliere idee e proposte e definire le modalità di lavoro.

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Ingegneria Senza Frontiere – Trento