Fermiamo il massacro nella Striscia di Gaza – Presidio lunedì 14 luglio

Negli ultimi giorni abbiamo assistito attoniti al deteriorarsi della situazione nella Striscia di Gaza, chiusa sotto i bombardamenti israeliani e a rischio di attacco via terra.

Non bastano poche righe di un comunicato per riassumere oltre sessant’anni di storia complessa e tormentata, né le motivazioni di questa escalation si possono trovare nei fatti delle ultime settimane: dal rapimento dei tre ragazzi israeliani in Cisgiordania, conclusosi poi tragicamente, alle rappresaglie sulla popolazione palestinese, che hanno causato almeno cinque vittime e portato a centinaia di arresti illegittimi, al lancio di razzi sul territorio israeliano da parte di Hamas.

Quello che è certo è che, oggi, siamo sull’orlo della catatrofe. Cento morti e oltre cinquecento feriti: ecco il bilancio nella Striscia di Gaza, al quarto giorno di bombardamenti da parte di Israele, che ora minaccia l’invasione via terra.

L’informazione da parte dei nostri media restituisce solo parzialmente la gravità della situazione, facendo apparire gli attori del conflitto sullo stesso piano. Ma nella Striscia di Gaza, sotto i bombardamenti, sono bloccate oltre un milione e mezzo di persone: bloccate, perché non hanno possibilità di fuggire da questo fazzoletto di terra lambito dal mare, confinante su due lati con Israele, e sul terzo con l’Egitto, che apre e chiude il valico di Rafah senza garantire una possibilità di salvezza certa alla popolazione palestinese. Dall’altra parte abbiamo la reazione spropositata di Israele, che reclama il diritto a difendere il proprio territorio. Negli ultimi anni però questo atteggiamento violento, muscolare e miope non ha fatto che inasprire il conflitto, portando all’incancrenimento della situazione.

Ingegneria Senza Frontiere, a livello locale e nazionale, sostiene i principi di fraternità, condivisione e collaborazione tra tutti popoli della Terra e fa propri gli ideali di pace e giustizia. Questi ideali sono perseguiti concretamente, anche attraverso progetti che intersecano la complessa realtà della questione palestinese, come il progetto ISF intersede “Yalla – Rise up in the Palestinian refugee camps”, nel campo profughi libanese di Shatila, il cui l’obiettivo è fornire alle giovani generazioni gli strumenti necessari ad una cittadinanza attiva, e alla propria autodeterminazione.

Per questi motivi ISF Trento ha deciso di aderire al presidio di solidarietà che si svolgerà

lunedì 14 luglio 2014 alle ore 17

davanti al Commissariato del Governo (Corso 3 Novembre 11, Trento),

e invita le associazioni e le realtà sensibili alla partecipazione a questa e ad altre manifestazioni di solidarietà verso il popolo palestinese, con l’auspicio che un’ampia condivisione dell’iniziativa la renda veramente incisiva nell’indirizzare le scelte istituzionali, sul piano locale e sul piano nazionale.